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Premessa
La questione della
diversità linguistica e dell’importanza di apprendere le lingue
straniere nello spazio europeo, per incentivare la mobilità e la
comprensione fra i Paesi che ne fanno parte, nasce sin dal
regolamento istitutivo della CEE del 1958. Molti passi si sono fatti
da allora in materia di politica linguistica; in particolare, nel
quadro più ampio della strategia di Lisbona, che fissa per l’Europa
l’obiettivo di diventare entro il 2010 l’economia basata sulla
conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, si contempla anche
l’esigenza di innalzare per tutti i cittadini i livelli di
competenza comunicativa nelle lingue straniere comunitarie prestando
particolare attenzione a favorire tutti gli strumenti di convalida
tarati sulla scala globale del QCER per favorire la mobilità
accademica e professionale, la trasparenza delle qualifiche ed il
loro riconoscimento.
Presupposti
glottodidattici
Ad ogni inizio d’anno scolastico, in maniera quasi ricorrente, i
media ci informano di studi e ricerche internazionali dalle quali
emerge come il sistema di istruzione italiano ancora “arranchi”
rispetto ai sistemi formativi di altri paesi… Uno dei dati che
ricorre con maggior frequenza in questi studi riguarda la difficoltà
che gli studenti italiani incontrano nell’acquisire adeguate
competenze nel campo delle lingue straniere e, in particolare, della
lingua inglese. Al di là di alcune analisi non completamente
verificate (non si dice, per esempio, che i nostri alunni mantengono
un discreto standard di efficienza nella padronanza delle abilità
scritte…), rimane incontestabile il fatto che l’ascolto, il parlato
e l’interazione orale – abilità fondamentali nell’apprendimento
delle lingue straniere ed in particolare della lingua inglese –
rappresentano “aree critiche” nelle quali gli studenti italiani
evidenziano tuttora competenze “non all’altezza” di quelle dei loro
coetanei stranieri.
Questo dato, oltre a rappresentare un elemento di costante
attenzione da parte dei docenti di lingua straniera, non ha lasciato
insensibili neppure gli organismi istituzionali. Il Progetto Lingue
2000, varato circa dieci anni fa dal Ministero della P.I., ha
rappresentato un’altra iniziativa organica per stimolare gli
insegnanti verso nuovi approcci glottodidattici nei percorsi di
insegnamento linguistici: l’accoglimento e lo sviluppo delle
indicazioni teorico-operative fornite dal Progetto ha indubbiamente
contribuito a generare una “nuova sensibilità” in tutti coloro che,
a vario titolo, si occupano dell’insegnamento/apprendimento delle
lingue straniere. All’interno del nostro Istituto, tutto ciò ha
dato origine ad una serie di interessanti iniziative. Il progetto
Welcome to the World apre la scuola sempre più verso l’Europa e
il mondo con l’intento di perseguire la raccomandazione del
Parlamento e del Consiglio d’Europa che ribadisce l’importanza della
conoscenza di più lingue straniere che tutti i cittadini europei
dovrebbero sviluppare e perfezionare poi lungo tutto l’arco della
vita. L’Istituto, a tal fine, intende dare l’input motivazionale ad
apprendere le lingue straniere per saperle capire e saperle parlare.
La collaborazione con il Trinity College di Londra è intesa a
certificare le competenze in lingua inglese raggiunte dai nostri
alunni. Dall’anno scolastico 2002/2003,circa 800 tra alunni del
nostro Istituto ed alunni esterni hanno conseguito la
certificazione
Trinity nei vari grades. I risultati efficaci e tangibili ci
spingono a proseguire tale progetto e, per quanto possibile, a
potenziarlo. L’esame Trinity è motivante, centrato sul candidato che
partecipa attivamente. Il percorso didattico-formativo per il
potenziamento della competenza linguistica è arricchito da un
confronto interculturale e interlinguistico diretto con Istituzioni
operanti in ambito europeo ed internazionale. Si sono attivati due
progetti di
gemellaggio elettronico
[e-twinning] con la Finlandia e la Scozia:
Far or near?: A
cultural trip linking North and South; Developing
global citizenship.
In ambito internazionale la
collaborazione con Stati Uniti, Messico e Giappone, con la
partecipazione di altri stati europei, è volta alla creazione di un
giornalino internazionale studentesco:
World What’s up
- The international Web-Journal
Lo sviluppo della coscienza sociale e di un atteggiamento
cosmopolita, specialmente tra i più giovani, richiede con urgenza
che si sviluppi la capacità di servirsi delle lingue straniere
soprattutto come mezzo di comunicazione: conoscere una lingua,
padroneggiarla, significa innanzitutto “saperla capire” quando
qualcuno ci parla e “saperla parlare” quando siamo chiamati ad
interagire con parlanti stranieri… (“E’ solo attraverso una
migliore conoscenza delle lingue europee moderne che sarà possibile
facilitare la comunicazione e l’interazione tra i cittadini europei
di diverse nazionalità in modo da promuovere la mobilità europea, la
comprensione reciproca e poter superare ogni forma di pregiudizio e
discriminazione…”).
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